“Collezionare la natura” per conoscere e rispettare il nostro pianeta

di Elena Andretta
Maria Carmela del Re
Roberta Improta
Mario Turco

Centro Musei delle Scienze Naturali, Università degli Studi di Napoli Federico II, via Mezzocannone, 8. I-80134, Napoli.
E-mail: muspaleo@unina.it

Riassunto

“Collezionare la Natura” è una mostra-mercato che si svolge nel Centro storico della città di Napoli nel Chiostro dell’antico monastero del XVI secolo dei Santi Marcellino e Festo, oggi sede del Museo di Paleontologia. La manifestazione, giunta alla terza edizione con un crescente successo di pubblico, ha lo scopo di avvicinare i cittadini di ogni età al meraviglioso mondo della natura e ai musei scientifici, luoghi in cui la scienza può essere vissuta come una parte viva e integrante della società. La manifestazione ha anche l’obiettivo di far conoscere ai cittadini luoghi di notevole pregio architettonico molto spesso trascurati dai tradizionali percorsi turistici. È una manifestazione in cui il cittadino oltre a passeggiare fra fossili, minerali, conchiglie, animali e piante ha l’opportunità di assistere a conferenze, vedere mostre tematiche, fare piccoli esperimenti e osservazioni al microscopio. Il progetto ha concretamente dimostrato che i musei possono coniugare la comunicazione scientifica e l’intrattenimento con risultati soddisfacenti.

Parole chiave:
mostra-mercato, natura, museo di paleontologia.

Abstract

Collecting nature” to know and respect our planet.

“Collecting Nature” is one of the initiatives put forward to encourage the dissemination of scientific culture, that the Neapolitan public has welcomed with great enthusiasm. The event has reached the third edition, with a share, always increasing, of a highly diverse audience that, in many cases, become a regular visitor of our museums. The show, which takes part exhibitors who sign up commitment, is complemented by a full program of side events of considerable interest. The event takes place in the cloister of SS. Marcellino e Festo adjoining the Museum of Paleontology; this beautiful setting encourages a visit to the museum, which, for this event, has always organized thematic exhibitions which have involved both the enthusiast and the curious citizen.

Key words:
exhibition, nature, museum of paleontology.

Introduzione

Negli ultimi decenni si è registrato un diverso atteggiamento da parte del cittadino comune nei confronti della Natura in quanto ne ha percepito la fragilità e nel contempo ha preso coscienza che può impegnarsi nel ruolo di custode del proprio territorio (Davis, 2001). La filosofia ambientalista che si diffuse nei vari paesi negli anni ‘70 del secolo scorso, nel tempo, ha potuto contare sull’impegno educativo dei musei naturalistici che hanno cominciato ad affiancare, al compito istituzionale di cura, conservazione e studio del patrimonio museale, anche l’impegno di comunicare la scienza. Ciò ha contribuito in maniera significativa alla crescita culturale della cittadinanza e ha dato vita ad un modello di museo che rafforza il rapporto fra pubblico e territorio. Il rapporto effettuato nel 2007 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e pubblicato nel volume “Musei, pubblico, territorio. Verifica degli standard nei musei statali” (Maresca Compagna et al, 2007), mise in evidenza che la centralità del problema “per un museo innovativo” è la relazione tra museo e visitatori. Ampliare l’offerta culturale, pertanto, vuol dire conoscere e venire incontro alle differenti esigenze delle varie categorie di pubblico. Per conseguire validi obiettivi che non snaturino la funzione primaria del museo ovvero quella di offrire “la conoscenza” (Hooper- Greenhill, 1992), i musei devono cercare di coniugare la comunicazione scientifica e l’intrattenimento attraverso tecniche di comunicazione innovative. Nel 2006 il Centro Museale dell’Università di Napoli Federico II, per consentire al proprio personale di acquisire nuove conoscenze relative alla strutturazione di offerte culturali innovative, ha offerto al personale dell’area tecnico scientifica e amministrativa la possibilità di seguire il corso di formazione dal titolo “Business Plan: Per un Museo di successo”, curato dall’IPSA s.r.l. Il corso era aperto alla partecipazione volontaria del personale ed alcune unità si sono dichiarate non interessate. Tale scelta deve far riflettere in quanto indica che ancora oggi è radicata la convinzione che sia sufficiente la sola conoscenza della disciplina, cui fanno riferimento i reperti del museo in cui si opera, per essere convinti di ben operare e non occorre aggiornarsi su tutto ciò che un museo moderno può e deve offrire alla cittadinanza.

Collezionare la natura

“Collezionare la Natura” è un progetto, ideato e realizzato da unità del personale tecnico scientifico del Centro Museale, il cui obiettivo è di esplicare al meglio la funzione educativa dei musei nella società coinvolgendo direttamente i cittadini di qualunque età. Il progetto ha anche l’obiettivo di far conoscere ai cittadini luoghi di notevole pregio architettonico molto spesso trascurati dai tradizionali percorsi turistici. Per destare l’interesse di un pubblico molto eterogeneo è stato organizzato un evento fuori dal comune che puntasse sul coinvolgimento emozionale di adulti e bambini. L’evento è rivolto a tutti coloro che, per cultura personale o anche solo per curiosità, hanno voglia di incrementare le proprie conoscenze sulla natura, e al pubblico che coltiva la passione del collezionismo di oggetti della natura. Il progetto è stato quindi elaborato in maniera tale da poter offrire a studenti, cultori della materia e a semplici visitatori, la possibilità di ripercorrere lo straordinario percorso evolutivo del pianeta Terra attraverso le ere geologiche, di scoprire i processi di formazione di fossili e minerali, la diversità delle conchiglie e il loro utilizzo nella società, evidenziare la varietà di animali e di piante che popolano il nostro pianeta. Questa scelta è stata anche suggerita dall’esigenza di riempire un vuoto nella distribuzione geografica delle mostre-mercato naturalistiche che, contrariamente a quanto avviene nelle regioni del Nord e del Centro Italia, sono quasi del tutto assenti nel Sud della nostra penisola. È stato, infatti, dimostrato che visitare una mostra mercato naturalistica e partecipare alle attività a essa connesse, avvicina il cittadino al mondo della natura e alle problematiche della tutela dell’ambiente, bene prezioso di cui spesso non si ha consapevolezza.

Il luogo dell’evento

Luogo di svolgimento dell’evento è l’antico monastero del XVI secolo dei Santi Marcellino e Festo, oggi sede universitaria, situato nel Centro storico della città di Napoli e il grande ed elegante Chiostro realizzato tra il 1567 e il 1595 con uno sviluppo di campate in piperno (AA.VV., 2000). Il complesso ospita il Museo di Paleontologia, in cui i visitatori possono ammirare oltre a importanti reperti fossili anche pavimenti maiolicati di straordinario pregio (Barattolo & del Re, 1999). Nel complesso è presente anche la seicentesca Chiesa di San Marcellino recentemente restaurata, in cui si svolgono conferenze e concerti organizzati dall’Uni versità Federico II.

fig.1Gli espositori

Nell’ambito della rassegna, un’accurata selezione di espositori e collezionisti del settore, provenienti da diverse regioni italiane, anima la mostra-mercato offrendo al pubblico la possibilità di conoscere ed apprezzare una vasta gamma di meraviglie che la natura ci riserva e di poter acquistare, oltre a reperti di particolare pregio, anche oggetti naturali alla portata di tutti. Gli stand espositivi sono disposti lungo le campate del Chiostro. Gli espositori contribuiscono al successo dell’evento grazie alla loro disponibilità a instaurare un dialogo serrato non solo con il probabile acquirente ma anche con il semplice curioso, lo studente, il bambino. Per queste caratteristiche le mostre mercato sono comprovate strategie per avvicinare il cittadino al mondo della Natura consentendogli di capire e ammirare alcune delle sue affascinanti espressioni (fig. 1).

laboratori didatticiLe attività didattico educative

Al fine di coinvolgere maggiormente il pubblico sono state organizzate attività che hanno dato ai visitatori, dai bambini ai nonni, dagli studenti alle famiglie, numerosi stimoli per approfondire la propria conoscenza su determinate tematiche. In un settore del Chiostro sono state allestite postazioni- laboratorio dotate di microscopi e semplici attrezzature che consentono ai giovani visitatori di scoprire i segreti della Natura. I visitatori, attraverso la partecipazione attiva fatta di dialogo e confronto con l’operatore didattico, possono effettuare semplici esperimenti. I più giovani possono preparare personalmente colori a tempera o a olio utilizzando minerali e rocce come si faceva nelle botteghe dei pittori, oppure provare l’emozione di trasformarsi in paleontologo, realizzando calchi di veri fossili e, ancora, scoprire al microscopio le affascinanti fasi dello sviluppo di piccoli insetti o i piccolissimi minerali che formano le rocce (fig. 2).

Le mostre tematiche temporanee e visita al museo di peleontologia

Ad arricchire l’evento sono state allestite nelle sale del Museo di Paleontologia esposizioni temporanee tematiche. Nella prima edizione del 2007 sono stati esposti reperti di vertebrati concessi in prestito dalla ditta Stoneage di Trieste, tra cui il baby mammuth Dima. Sono state, inoltre, allestite vetrine con splendidi minerali del Real Museo Mineralogico e interessanti reperti dei Musei di Antropologia e Zoologia del Centro Museale. Nella seconda edizione è stata curata un’interessante ostensione con reperti di vertebrati fossili acquisiti recentemente dal Centro e nella terza edizione è stata allestita una Mostra entomologica “Microcosmos” a cura di Alessandro Pappalardo. I visitatori possono, inoltre, osservare le collezioni di pesci fossili di altissimo valore scientifico e storico provenienti dai tre giacimenti ittioliferi della Campania, lo scheletro dell’Allosaurus fragilis dinosauro carnivoro di 135 milioni di anni fa e del Metaxytherium medium, mammifero marino dell’ordine dei Sirenidi di otto milioni di anni fa, l’Ichthyosaurus tenuirostris di circa 200 milioni di anni fa e ancora tanti, davvero tanti altri fossili (fig. 3).

dinosauroLe mostre tematiche temporanee e visita al museo di peleontologia

Ad arricchire l’evento sono state allestite nelle sale del Museo di Paleontologia esposizioni temporanee tematiche. Nella prima edizione del 2007 sono stati esposti reperti di vertebrati concessi in prestito dalla ditta Stoneage di Trieste, tra cui il baby mammuth Dima. Sono state, inoltre, allestite vetrine con splendidi minerali del Real Museo Mineralogico e interessanti reperti dei Musei di Antropologia e Zoologia del Centro Museale. Nella seconda edizione è stata curata un’interessante ostensione con reperti di vertebrati fossili acquisiti recentemente dal Centro e nella terza edizione è stata allestita una Mostra entomologica “Microcosmos” a cura di Alessandro Pappalardo. I visitatori possono, inoltre, osservare le collezioni di pesci fossili di altissimo valore scientifico e storico provenienti dai tre giacimenti ittioliferi della Campania, lo scheletro dell’Allosaurus fragilis dinosauro carnivoro di 135 milioni di anni fa e del Metaxytherium medium, mammifero marino dell’ordine dei Sirenidi di otto milioni di anni fa, l’Ichthyosaurus tenuirostris di circa 200 milioni di anni fa e ancora tanti, davvero tanti altri fossili (fig. 3).

fig.4Le conferenze

Ad arricchire il percorso educativo dell’evento contribuiscono conferenze su tematiche naturalistiche. Nella prima edizione il Prof. Umberto Nicosia dell’Università La Sapienza di Roma ha tenuto un’interessante conferenza dal titolo “Le orme dei dinosauri in Italia e la loro importanza per la paleogeografia”. Nella seconda edizione il Dr. Vittorio Borselli del Museo di Paleontologia dell’Università di Firenze ha intrattenuto i visitatori illustrando le tecniche di “Recupero e restauro di grandi vertebrati fossili”. Nell’edizione del 2009, gradito ospite della manifestazione è stato Alberto Angela. Si è registrato un afflusso di circa duemila visitatori per assistere all’affascinante relazione “L’evoluzione dell’uomo”, accompagnata dalla proiezione di un filmato. Alberto Angela ha sinteticamente semplificato, senza mai banalizzare, gli aspetti salienti della ricerca italiana in questo campo e alla fine della conferenza ha risposto alle numerose domande del pubblico che testimoniano come una corretta e chiara comunicazione consenta di catturare l’interesse del pubblico anche su argomenti di non facile approccio ma di forte richiamo (fig. 4).

collezionare2014I risultati

Il progetto “Collezionare la Natura” (fig. 5) ha mostrato che si può coinvolgere un pubblico eterogeneo, sia sotto il profilo culturale sia per età anagrafica, se si usano forme di comunicazione innovative basate sui legami esistenti tra scienza, storia, arte e intrattenimento. Nell’ambito delle tre edizioni il numero dei visitatori, dai 600 della prima edizione, si è più che triplicato. I ritmi di crescita fanno ben sperare che l’evento possa diventare parte integrante di un tour naturalistico che possa contribuire ad avvicinare i cittadini alla scienza e incrementare l’utenza dei musei scientifici. Per la natura della manifestazione, non si è ritenuto opportuno distribuire i soliti questionari per valutare l’efficacia del progetto, ma è stato predisposto un registro, riservato ai partecipanti, sul quale hanno potuto riportare le loro impressioni. Dai commenti è emerso che il progetto ha risposto alle esigenze dei visitatori che hanno apprezzato le varie attività proposte, le quali hanno dato un’immagine della scienza meno formale e più vicina al cittadino comune.

Bibliografia

AA.VV., 2000. Il Complesso di San Marcellino. Storia e Restauro. Fridericiana Editrice Universitaria, Napoli, 232 pp.

BARATTOLO F., DEL RE M.C. 1999. Il Museo di Paleontologia. In: Fratta A. (ed.), I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II. Fridericiana Editrice Universitaria, Napoli, pp. 261-314.

DAVIS P., 2001. Musei e ambiente naturale. Il ruolo dei musei di storia naturale nella conservazione della biodiversità. Clueb, Bologna, 350 pp.

HOOPER-GREENHILL E., 1992. I Musei e la formazione del sapere. Le radici storiche, le pratiche del presente. Il Saggiatore, Bologna, 286 pp.

MARESCA COMPAGNA A., BUCCI E., DI MARCO S.C., 2007. Musei, pubblico, territorio. Verifica degli standard nei musei statali. Ministero per i Beni e le Attività culturali. Gangemi Editore, Roma, 110 pp.

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