Collezione Vesuviana

09La Collezione Vesuviana formata da 3583 reperti, è situata in una sala ampia e luminosa dedicata ad Arcangelo Scacchi. Di questi sono esposti 1100 campioni tra cui diversi di notevole interesse scientifico e storico oltre a decine di prodotti dell’attività del complesso vulcanico Somma-Vesuvio (lave, proietti). La Collezione Vesuviana, tipico esempio di collezione regionale, è eccezionale per valore ed interesse scientifico essendo unica ed irripetibile in quanto numerose specie non si generano più.

La Collezione fu allestita da Arcangelo Scacchi nel 1844 partendo da minerali vesuviani già presenti nel museo e arricchendola nel tempo con acquisti, doni e reperti campionati dallo stesso Scacchi.

Fra gli acquisti sono da citare la collezione privata di Nicola Filomarino, duca Della Torre che comprendeva, oltre a minerali, una raccolta di medaglie coniate nella lava del Vesuvio e la collezione di Teodoro Monticelli, insigne naturalista e studioso di mineralogia vesuviana. Fanno parte della Collezione le specie segnalate per la prima volta al mondo da A. Scacchi ed esposte nella bacheca 1 e, alcuni reperti donati da ricercatori napoletani.

Nel corso del Novecento nuove scoperte ad opera di ricercatori che hanno operato nel museo e/o nell’annesso Istituto di Mineralogia hanno arricchito la Collezione Vesuviana. La bassanite (vetrina 4) in cristalli aciculari di colore bianco, riuniti in fascetti o in ciocche raggiate, scoperta nel 1910 da Ferruccio Zambonini. La kalsilite (vetrina 11) in tozzi prismi esagonali non superiori a 2 mm, ritrovata per la prima volta al Vesuvio nel 1975 in un proietto a fassaite e spinello; la panunzite (vetrina 11), primo ritrovamento in natura, si presenta in forma di prismi esagonali superiori a 4 mm, associata a nefelina, augite verde e biotite nelle piccole cavità di proietti metamorfici di antiche eruzioni del Vesuvio; la K-cabasite rinvenuta nel tufo della colata piroclastica di Ercolano del ’79 d.C., proveniente da una trivellazione eseguita in località Casa Campora, alla profondità di 80 m ed infine, in tempi più recenti l’indialite (vetrina 11), forma esagonale di alta temperatura della cordierite, rinvenuta per la prima volta nei proietti dell’eruzione del 1872 e la rara osumilite in cristalli prismatici esagonali incolori, nei proietti dell’eruzione del 1872.

I reperti della Collezione Vesuviana sono di notevole interesse scientifico in quanto espressione di un vulcanismo alcalino potassico, di tipo orogenico, non molto diffuso nel mondo ed attualmente in una fase di quiescenza.

I minerali rinvenuti nel complesso vulcanico del Monte Somma-Vesuvio sono rappresentati da più di 200 specie.

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