Età postunitaria

Ha una formazione scientifica diversa il nuovo professore di fisica sperimentale Gilberto Govi, che dal 1878 dirige il Gabinetto universitario. Con lui s’instaura la tradizione di docenti formati prevalentemente all’estero. Durante la sua direzione, il Gabinetto assume una diversa fisionomia. Egli fa acquistare macchine moderne, soprattutto apparecchi di altissima precisione, come il catetometro, la macchina a dividere, la bilancia Deleuil. Il settore della fisica maggiormente rinnovato è quello degli strumenti elettrici. Più che avviare un proprio filone di ricerca, Govi si adopera affinché la struttura da lui diretta si trasformi in un moderno laboratorio di ricerca. Dobbiamo a lui la compilazione del primo inventario delle macchine fisiche del Gabinetto.

Il napoletano Emilio Villari è dal 1889 il nuovo professore di fisica sperimentale e direttore del Gabinetto Fisico. L’elettrometro a quadrante, da lui ideato e serbato nel Museo, aggiunge un nuovo elemento al ben noto strumento differenziale di Thomson: si tratta del freno elettromagnetico che serve a ridurre il periodo di oscillazione del sistema di sospensione e permette letture più rapide e soprattutto regolari. La bussola reometrica, anch’essa concepita da Villari e realizzata dall’artigiano napoletano Giuseppe Caputo, ancor oggi nel Museo di Fisica, ha la funzione di misurare correnti di intensità molto diverse.

Agli inizi del Novecento il Gabinetto Fisico raggiunge la consistenza di circa 1300 strumenti, perdendo però la sua autonomia. È l’Istituto fisico ad incorporare in una sola istituzione i due organismi preesistenti, la cattedra di Fisica sperimentale e l’annesso Gabinetto. Un laboratorio di fisica continua ovviamente ad esistere, ma nient’altro che come naturale appendice dell’Istituto.

Leggi anche