Fossilizzazione

Con il termine fossilizzazione si intende l’insieme dei processi di natura inorganica che permettono ai resti di un organismo, vissuto nel passato, di conservarsi dopo la morte ed il seppellimento.

Solo una piccola parte degli organismi morti riesce a conservarsi allo stato fossile; si è stimato che solo una specie ogni 5.000 ha avuto la possibilità di giungere ai giorni nostri come fossile. Di solito sono le parti dure degli organismi (ossa, gusci, conchiglie, etc.) a fossilizzare, anche se possono subire alterazioni fisiche, fratture dovute ad urti, sbriciolamento o essere disperse a causa dei fenomeni atmosferici. Le parti dure possono conservarsi anche se sono soggette a tali problemi, invece raramente si verifica la conservazione delle parti molli di un organismo, in quanto soggette a predazione e a decomposizione. Ai fini della fossilizzazione di un organismo è importante la rapidità con cui viene ricoperto dal sedimento. In base a tale considerazione è facile comprendere perché la maggior parte degli organismi del passato a noi noti è marina o lacustre, mentre gli organismi terrestri possono conservarsi solo se cadono, dopo la morte, in ambiente marino o fluviale. Ciò avviene perché in ambiente marino agiscono più velocemente gli agenti depositanti anziché quelli degradanti come, viceversa, accade negli ambienti terrestri dove i fattori atmosferici agiscono molto più rapidamente e direttamente. Il resto organico non alterato dagli agenti distruttori subisce, durante il processo che porta il sedimento che lo contiene a divenire roccia, una serie di trasformazioni chimico-fisiche che gli permettono di mantenere più o meno inalterata la sua morfologia.

Tra i processi più indicativi ricordiamo la:

mineralizzazione: è il più comune e prevede la sostituzione delle parti dure degli organismi da parte dei minerali disciolti nelle acque presenti nel sedimento; i minerali più comuni che intervengono in questo caso sono la calcite, la pirite, la silice, i fosfati, ect.

incrostazione: si verifica in presenza di acque calde, superficiali, ricche di carbonato di calcio. L’acqua,spruzzata sugli organismi circostanti, solitamente muschi, rami e foglie, evapora depositando calcite in cristalli di piccolissime dimensioni. Si forma così una crosta che riproduce l’organismo, una volta dissolto, nella sua forma esterna.

inglobamento: fenomeno molto spettacolare, in cui il resto organico è rapidamente inglobato, da un materiale che lo isola dall’ambiente esterno; esempi tipici sono gli insetti in ambra o i famosi Mammut conservati, in perfetto stato, nei ghiacci della Siberia. Dell’organismo può a volte rimanere solo un’impronta o un modello composto da materiale diverso da quello originale (è ciò che accade generalmente alle conchiglie, il cui guscio può andare incontro a dissoluzione).

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