Giustiniano Nicolucci

Giustiniano NicolucciGiustiniano Nicolucci nacque il 12 marzo 1819 a Isola del Liri da famiglia benestante. Frequentò il Collegio Tulliano di Arpino, ove fu introdotto allo studio delle discipline classiche e scientifiche, mentre all’Università di Napoli non solo affrontò gli studi medici ma anche approfondì lo studio della lingua italiana e dei classici antichi oltre a quello della filosofia e delle lingue straniere. Nel 1845, poco dopo aver conseguito la laurea in medicina, ebbe modo di far conoscere i risultati di una propria ricerca medica condotta al microscopio, durante i lavori del VII Congresso degli Scienziati italiani tenutosi a Napoli.

I sopraggiunti impegni familiari costrinsero Nicolucci a lasciare l’insegnamento e le ricerche di fisiologia, e a ritornare a Isola del Liri, dove esercitò la professione di medico. Privatamente, tuttavia, egli cominciò a maturare interessi nel campo “antropologico”, fissandosi l’obiettivo di ordinare razze e stirpi del genere umano in complessi alberi genealogici. A tale scopo procedette all’individuazione ed alla descrizione delle varietà umane, sia attraverso coordinate fisiognomiche e antropometriche, sia con l’utilizzazione di informazioni etnografiche, imprescindibile complemento di una comprensione organica.

Nel 1852 ebbe l’occasione di compiere un viaggio in Europa che lo mise in contatto con studiosi stranieri, con i quali avviò attivi scambi di informazioni, conoscenze e materiali nell’ambito della “nuova scienza” antropologica. In tal modo egli costituiva il primo nucleo di una importante collezione craniologica, e nel 1858 pubblicava la famosa opera “Delle Razze Umane“, con la quale si affermava fra i pionieri dell’antropologia italiana ed europea.

Dopo una parentesi parlamentare, pubblicò tra il 1867 ed il 1869 due importanti saggi, Sull’Antropologia della Grecia e Antropologia dell’Etruria, che riscossero autorevoli consensi. Nello stesso periodo iniziava a occuparsi sistematicamente di manufatti litici della remota preistoria.

Nel 1869, per la prima cattedra di antropologia istituita in Italia (a Firenze), fu preferito al Nicolucci il collega medico Paolo Mantegazza. L’iniziale rammarico non impedì allo studioso di proseguire alacremente l’attività scientifica, specialmente nel campo dell’archeologia preistorica, finchè, nel 1880 Nicolucci ottenne la cattedra di Antropologia istituita per lui a Napoli, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Nei due decenni successivi egli diede alle stampe una produzione considerevole, in cui spiccano alcuni saggi sul darwinismo e, nel 1886, l’esauriente memoria, Antropologia dell’Italia nell’Evo antico e moderno, dove venivano presi in esame tutti i popoli la cui presenza fosse stata accertata in Italia, tracciandone un profilo non solo fisico ma culturale.

Notevole fu l’impegno profuso nell’arricchimento e nell’organizzazione del Museo fondato a Napoli annesso all’Istituto di Antropologia. Giustiniano Nicolucci morì improvvisamente nella natia Isola del Liri nel 1904.

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