I Carnivori

Caratteristiche Generali

I Carnivori sono Mammiferi predatori forniti di una specifica dentatura adatta per tale dieta: i canini sono molto lunghi e usati come pugnali per mordere e uccidere la vittima; i molari e i premolari hanno una serie di alte cuspidi taglienti idonee a dilaniare, e sono caratterizzati dai cosiddetti denti ferini o carnassiali, costituiti dall’ultimo premolare superiore e dal primo molare inferiore. Gli arti sono variamente sviluppati nelle diverse famiglie. Gli orsi, sono plantigradi, mentre Canidi e Felidi, agili e veloci, poggiano al suolo solo le dita (digitigradi): i Pinnipedi sono adattati alla vita acquatica ed hanno gli arti trasformati in pinne.

Evoluzione

I Carnivori sono conosciuti fin dal Paleocene (da 60 milioni di anni fa) e si sono originati da un gruppo primitivo di Mammiferi Placentali chiamati Creodonti.

Ecologia

Le dimensioni e l’aspetto dei Carnivori sono molto differenti e le prede variano di conseguenza: le piccole donnole catturano topi, i grandi leoni predano antilopi e altri Ungulati. I Carnivori sono presenti praticamente ovunque ci siano prede ed occupano i vertici delle piramidi alimentari nei principali ecosistemi terrestri. I Carnivori svolgono, insieme agli Uccelli Falconiformi, Accipitriformi e Strigiformi, un importantissimo ruolo nel controllo delle popolazioni di animali dannosi alle attività umane, come topi e conigli, limitandone il numero ed eliminando gli animali deboli e malati. Il disastro ecologico provocato dai conigli in Australia è stato possibile proprio a causa della mancanza in quegli ambienti di predatori in grado di limitarne la diffusione.

Etologia

Solitari o gregari, molte specie sono territoriali ed hanno ghiandole per marcare il territorio. La prole di solito è inetta.

Distribuzione e conservazione

A parte poche specie, anche domestiche (cane e gatto), i Carnivori non hanno mai goduto di estesa popolarità. Secondo l’ottica umana, essi sono animali “cattivi” perché uccidono creature gentili e innocenti e “dannosi” per gli allevamenti. Molte specie poi sono, per loro sfortuna, dotate di pellicce particolarmente belle e morbide. Cosi l’uomo fin dall’antichità si è dato ad una caccia spietata di Carnivori sino a portare all’estinzione molte specie. Le circa 250 specie di Carnivori sono diffuse in tutto il mondo e tradizionalmente suddivise nei sottordini dei Fissipedi, con le famiglie Mustelidi, Procionidi, Ursidi, Canidi, Viverridi, Protelidi, Ienidi e Felidi, dei Pinnipedi, con le famiglie Focidi, Otaridi e Odobenidi.

Nel Museo

I Carnivori sono esposti nelle vetrine XXI-XXIX. Gli esemplari più interessanti sono i grandi Felidi, tutti provenienti dal Zoologico di Napoli e morti per cause naturali, come il leopardo e la pantera nera Panthera pardus, il giaguaro Panthera onca, la tigre siberiana Panthera tigris altaica e la lince Lynx lynx, oltre che dalla iena Hyaena hyaena e l’orso imalaiano Helarctos malayanus, per citarne solo alcuni. Tra le specie più comuni sono degni di nota gli esemplari della collezione della fauna dell’Italia Meridionale che Achille Costa prima e Francesco Saverio Monticelli poi, hanno raccolto in oltre 60 anni di attività, tra i quali il gatto selvatico Felis sylvestris, la lontra Lutra lutra e la martora Martes martes.

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