Il ritorno all’acqua

acqua

Molti Vertebrati terrestri appartenenti a gruppi diversi di Rettili, Mammiferi ed Uccelli, sono secondariamente tornati a vivere in ambienti acquatici, andando incontro a specifici adattamenti indispensabili per questo tipo di vita. Un animale che vive in acqua deve possedere un corpo idrodinamico, affusolato, per opporre poca resistenza all’acqua e, inoltre, deve disporre di peculiari organi propulsivi e direzionali. Questi adattamenti sono stati raggiunti con modalità diverse nei vari gruppi. Ad esempio, tra i Rettili acquatici o semiacquatici, le tartarughe (vetrina 6) presentano tutti e quattro gli arti trasformati in pinne: la spinta propulsiva è data essenzialmente dalle pinne anteriori, mentre le posteriori fungono da timone; il carapace si presenta, in genere, appiattito e talora reca anche delle carenature longitudinali (tartaruga liuto) che favoriscono lo scorrimento dell’acqua. Nei coccodrilli (vetrina 7), invece, la spinta propulsiva è data dalla coda muscolosa, mentre le zampe con dita palmate hanno funzione di timone, un metodo che richiama molto quello dei comuni pesci. Nei Mammiferi vari gruppi si sono secondariamente adattati all’acqua; tra questi, i Pinnipedi (vetrina 29), i Sireni (vetrina 30) ed i Cetacei (vetrine 40-43) mostrano le modificazioni progressivamente più avanzate per questo tipo di vita. In un primo stadio, rappresentato dai Pinnipedi, gli arti sono modificati in pinne ma le articolazioni sono ancora mobili e permettono all’animale di muoversi a terra, seppur goffamente; in un secondo stadio, rappresentato da Sireni e Cetacei, l’arto anteriore forma una pinna priva di articolazioni mobili e quello posteriore è assente, mentre del cinto pelvico restano dei rudimenti. La spinta propulsiva è data dalla potente coda munita di un’espansione pinnata; a differenza dei pesci, tale pinna caudale viene mossa sul piano orizzontale e non su quello verticale. Anche molti Uccelli conducono vita semiacquatica, ma i migliori adattamenti in assoluto sono portati dai pinguini (vetrina 46), in cui le ali sono trasformate in pinne e la corta coda funge da timone.

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