La Foca monaca

Monachus monachus

Monachus monachus

Della presenza della foca monaca nel Mediterraneo parlano già nei loro scritti Omero, Aristotele, Plinio il Vecchio, e città e regioni greche (come ad esempio la Focide), presero il nome da questo animale. Diffusa in tutto il Mediterraneo e lungo le coste africane nordoccidentali, fino alle Isole Canarie e Madeira, fu all’origine di molti miti e leggende. La caccia indiscriminata e l’eccessiva antropizzazione l’hanno portata ormai sull’orlo dell’estinzione; ne persistono, infatti, non più di 500 esemplari distribuiti nel Parco Nazionale di Cap Blanc in Mauritania e nel Parco Nazionale Banc d’Arguin. L’esemplare esposto, catturato a Napoli nel 1884, è l’unico proveniente dal Golfo di Napoli e conservato in un museo. Il reperto quindi rappresenta la sola testimonianza tangibile della presenza storica di questa specie in Campania. Antichi autori romani riportano la presenza di questo animale nelle grotte di Posillipo, dove probabilmente è stato trovato l’esemplare del museo; anche Oronzio Gabriele Costa, riporta che la foca monaca si trovava sulle isole e sulle coste del Regno di Napoli; Emilio Cornalia riporta l’ultima cattura a Ponza e Antonio Federico afferma che l’ultimo esemplare fu ucciso a Capri nel 1910.

Biologia dei pinnipedi  –  Il Ritorno all’acqua

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