Le Madrepore

Phylum Cnidaria (Cnidari) • Classe Antozoa (Antozoi) • Ordine Madreporaria (Madrepore)

Caratteristiche Generali

Le Madrepore sono strettamente affini alle Attinie (comuni anemoni di mare), ma a differenza di queste producono uno scheletro di carbonato di calcio, hanno muscolatura meno sviluppata e parete del corpo ciliata. Molte specie sono organizzate in colonie di polipi molto piccoli, in genere 1-3 mm di diametro. Lo scheletro calcareo o corallite è secreto dalla parte basale dell’intera colonia o polipaio; il singolo polipo è ospitato in una cavità a forma di coppa detta calice, le cui pareti formano la teca, che contiene le sottili lamine calcaree in multipli di sei. I polipi della colonia comunicano fra loro mediante connessioni laterali: non sono inglobati nello scheletro, come negli Idrozoi, ma situati sopra di esso. Nei Coralli meandrini o cerebriformi (ad es. Meandrina, in vetrina 75 e bacheca 6) i polipi sono parzialmente fusi. Le madrepore hanno forma assai variabile che dipende soprattutto dalle condizioni fisiche e chimiche ambientali. La stessa specie assume più forme a seconda della posizione occupata: essa può essere di tipo incrostante o globoso in zone con elevato moto ondoso, ramificata o a fungo in acque tranquille.

Ecologia

Le Madrepore sono “carnivore”, si nutrono di notte di minuto zooplancton o di piccoli pesci. Le madrepore tropicali e le alghe rosse calcaree sono i principali costruttori attuali di scogliere coralline, ammassi rocciosi formati dagli scheletri calcarei di questi organismi viventi o vissuti in ere geologiche passate. Ospitano le Zooxantelle, alghe simbionti, che contribuiscono all’eliminazione dei rifiuti azotati, e sono determinanti per la deposizione del calcare perché consumano anidride carbonica e formano molecole organiche con la fotosintesi. Tra i predatori vi sono i pesci pappagallo ed alcuni Echinodermi. La scogliera come noi la vediamo è una struttura dinamica e non statica, essa infatti è il risultato di un delicato equilibrio tra la crescita esplosiva degli organismi costruttori, la continua usura meccanica a cui sono sottoposti da parte delle onde e la diffusa e penetrante bioerosione ad opera di svariati organismi.

Riproduzione

La riproduzione sessuale inizia con la fecondazione delle uova all’interno del celenteron e successiva emissione delle planule secondo il ciclo lunare. La colonia si accresce per gemmazione di nuovi polipi. Il processo di gemmazione è accompagnato da modificazione della deposizione del calcare della teca. Quando la separazione dei due polipi e relativo calice non è completa, si formano colonne con un unico disco orale con molte bocche, come i Coralli meandrini o cerebriformi (ad es. Meandrina). Gli scheletri corallini mostrano bande di accrescimento stagionale come le piante, in quanto la deposizione generalmente avviene in estate: tramite radiografie si può determinare l’età della colonia.

Distribuzione e conservazione

Specie di Madrepore si trovano in tutti gli oceani, ma è soltanto in particolari zone dei tropici molto calde che alcune di esse danno origine alle scogliere coralline. Vivono in acque al di sopra dei 20°C e non crescono a profondità superiori a 50 – 70 m a causa della luminosità necessaria alle alghe simbionti per fotosintetizzare. Altri fattori limitanti sono la salinità, la sedimentazione ed il livello delle maree più basse. Recentemente la Stella marina corona di spine (Acanthaster planci), riprodottasi massivamente, ha arrecato notevoli danni alle strutture coralline. La sua azione non deve però essere vista come un disastro ecologico, ma come un normale fenomeno di lussureggiamento. Le scogliere vanno dunque considerate come un unico grande organismo autotrofo che dipende prevalentemente dalla produzione primaria delle alghe simbionti, principale fonte di energia delle scogliere che, pur vivendo in acque limpide cioè con scarso nutrimento, è uno degli ambienti marini più produttivi e resistenti. Tipiche forme coloniali sono i Generi Acropora, Goniastrea, Pocillopora ecc. Esistono anche madrepore solitarie come le specie del Genere Fungia, il più grande polipo solitario vivente, del diametro di oltre 25 cm. Nel Mediterraneo abbiamo diverse specie di Madrepore: tipica Astroides calicularis, coloniale con polipi arancioni, e altre del Genere Lophelia, Dendrophyllia e Cladocora.

Nel Museo

La collezione di Madrepore tropicali, originaria del Gabinetto di Anatomia Comparatafu allestita con i reperti raccolti in Mar Rosso e portati in Italia dal Prof. Paolo Panceri in seguito ad alcune spedizioni scientifiche effettuate in Egitto. Nel 1872, a causa di una polmonite, Panceri fu costretto a cambiare clima e trascorse l’inverno in Egitto accompagnato dal suo primo assistente Francesco Gasco, dove si dedicò allo studio della fauna locale ed all’antropologia. L’anno seguente organizzò una spedizione scientifica con Achille Costa ed Emilio Cornalia del Museo di Storia Naturale di Milano, sull’alta valle del Nilo. Nel 1950 la collezione degli esemplari raccolti in questi anni passò al Museo Zoologico. Le Madrepore sono esposte nelle vetrine 74, 75, 76, 77 e nelle bacheche 1-6. Tra le specie più rappresentate sono degni di nota gli esemplari dei Generi Fungia, Acropora, Porites, Maeandrina, Pavona e Cladocora appartenenti alla collezione del Mar Rosso e l’Astroides calicularis proveniente dal Golfo di Napoli.

BIOLOGIA DEGLI CNIDARI

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