Minerali nelle lave

La composizione petrografica del Somma-Vesuvio è molto complessa ed esula dallo scopo delle presenti pagine. Ci limitiamo a ricordare i minerali più diffusi nelle lave e nei blocchi lavici eiettati, esposti nella Collezione Vesuviana.

Le lave più abbondanti del complesso vulcanico Monte Somma-Vesuvio sono le tefriti leucitiche caratterizzate dalla presenza di leucite, in fenocristalli che possono anche superare i 3 cm di diametro (bacheca 4), augite e olivina.

La leucite (dal greco leucos, bianco), scoperta dal geologo Werner nel 1791, è stata per lungo tempo confusa con altri minerali, in particolare col granato, tanto da essere chiamata anche granato bianco di Napoli. La prima descrizione cristallografica della leucite del Vesuvio è contenuta nel “Catalogo delle materie appartenenti al Vesuvio” scritto da F. Galiani nel 1772.
L’augite è uno dei minerali vesuviani più diffusi. Si rinviene sia nelle lave del Monte Somma che in quelle del Vesuvio ma anche nei blocchi calcarei e nelle sanidiniti. L’augite può essere anche di origine pneumatolitica. Si presenta in cristalli prismatici di colore generalmente nero, più raramente verde scuro, grandi anche più di 1 cm. Nella bacheca 6 della Sala Scacchi è esposto un bel cristallo (cm 2.5×1.5×1) di augite immesso nel museo nel 1845.

L’olivina è un costituente caratteristico delle leucotefriti del Monte Somma e del Vesuvio. Si presenta in cristalli molto piccoli di colore variabile dal giallo, al verde, al rossastro, con frequenti inclusioni sia solide che liquide. Nella bacheca 9 della Sala Scacchi si possono osservare campioni di olivina rossa sulla lava del 1631.

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