Ossidi e Idrossidi

Quarzo

Sono esposti circa trecento campioni di varietà del biossido di silicio, SiO2: campioni di quarzo ialino   in gran parte provenienti dall’Ungheria , un campione di “quarzo a finestra” proveniente dal Brasile (26x17x15 cm), in cui sono presenti piccoli scalini dovuti ad un accrescimento più veloce in corrispondenza degli spigoli e dei vertici e un bellissimo campione di quarzo ialino proveniente dalla regione del Delfinato in Francia.
Nella vetrina XI si legge il celebre nome di Antonio Canova associato ad un bel cristallo di quarzo ialino con evidenti le facce del romboedro, inglobato nel marmo di Carrara.

Altre varietà  di Quarzo

quarzo latteo bianco proveniente dal Brasile (13x7x9 cm), il cui colore è dovuto alla presenza di numerosissime bollicine gassose e liquide disperse nel cristallo
quarzo citrino giallo (7x5x5 cm) per la presenza di inclusioni di idrossido ferrico proveniente dal Rio Grande do Sul, Brasile;

campioni di quarzo rosa provenienti da Parigi (10x13x9 cm) e da Bartenstein, Germania (7x6x4 cm), con tracce di manganese e titanio;
quarzo verde per la presenza di clorite o di anfibolo proveniente da S.Gottardo, Svizzera, e da Bolzano;

quarzo rosso, due esemplari molto belli provenienti dal Brasile (22x20x6 cm) e dalla Boemia (12x11x13 cm);
quarzo affumicato (16x12x8 cm) rinvenuto in Brasile, il cui colore bruno è dovuto probabilmente ad irraggiamento radioattivo naturale.
Va citata separatamente la varietà ametista dal colore viola per la presenza di Fe3+, utilizzata come gemma sin dall’antichità. Nel Museo sono esposti più di venti campioni e, singolari, sono i grandi frammenti di geodi di ametista provenienti dallo Stato di Minas Gerais in Brasile. Per la sua valenza estetica è da citare un campione di quarzo ametista proveniente da Las Vigas, Vera Cruz, Messico immesso nel museo nel 2007 con splendidi cristalli viola tenue molto limpidi.
Nella bacheca F sono esposte altre varietà di quarzo che, per la presenza di inclusioni che determinano caratteristiche rilucenze interne, vengono usate come pietre ornamentali di discreto pregio (Collezione Pietre Dure);

quarzo avventurinato proveniente dalla Spagna e dalle Indie Orientali di colore bruno (6x5x1 cm) e verde (9x8x0.5 cm) per la presenza di sottilissime lamelle di mica ed ematite;  quarzo occhio di Gatto (6x3x0.3 cm);

quarzo Capelvenere (5x5x3 cm) proveniente dall’Isola di Wolkostroff, Lago Onega, detto così per la presenza di sottilissimi fili di rutilo orientati casualmente.
Nella vetrina XIII è esposto, su di un singolare supporto d’epoca, un campione di “quarzo itacolumite”, un’arenaria quarzosa flessibile di dimensioni 33×12.5×1 cm, proveniente dalla località brasiliana Itacolum, da cui prende il nome.
Sono inoltre esposti campioni di opale e sue varietà quali “l’opale nobile” e “l’opale xiloide”. I campioni di opale nobile hanno aspetto lattiginoso e magnifiche rilucenze interne. Gli esemplari che provengono da Czerwenitza, Ungheria, hanno dimensioni di 8×4.5×0.3 cm e di 5×4.5×1 cm, e quello proveniente da Barcoo River, Queensland, Australia, dimensioni di 5x6x4 cm. La maggior parte dei venti campioni di opale xiloide o legno silicizzato provengono dall’Egitto. I legni silicizzati sono il risultato della sostituzione naturale della linfa dei tronchi d’albero con soluzioni silicifere da cui poi precipita la silice. In alcuni esemplari la struttura del legno è ben conservata, il più grande misura cm 120 di circonferenza e cm 48 di lunghezza.

Sono esposte numerose varietà di calcedonio:
corniola proveniente dall’Arabia (5x3x4 cm) uniformemente di colore bruno-rossastro; quarzo prasio di colore verde-grigio proveniente dall’isola d’Elba e dall’Harz, Germania; agata zonata proveniente dal Brasile (19x9x3.5 cm), che presenta, dalla periferia verso il centro, una fascia di alcuni millimetri di spessore di opale e nella parte centrale cristalli di quarzo; diaspro, i campioni dai vari colori bianco, rosso, giallo, arancione, verde, provengono dalla Sassonia, dalla Sardegna e dalla Sicilia;
crisoprasio in lastre (6x5x1 cm) di colore verde chiaro proveniente da Glasendorf, Frankenstein, Slesia, Polonia. Inoltre sono presenti sette esemplari di una varietà di calcedonio di origine organica, il piromaco, dal greco pyromacos, che resiste al fuoco, costituito da spicole di spugne e scheletri di radiolari, ben noto all’uomo primitivo, che lo utilizzava per fabbricare armi ed utensili.

Ematite

Sono esposti circa cento campioni di ematite, ossido di ferro, Fe2O3, provenienti in massima parte dall’Isola d’Elba, di cui sette campioni, provenienti dalla Boemia, sono di ematite fibrosa, varietà in cui i cristalli sono allungati e riuniti in fasci di fibre parallele. Il colore dei cristalli è nero con lucentezza metallica, anche se i frammenti più sottili, lamellari e le varietà terrose, esposte nella bacheca G, presentano un colore rosso sanguigno. Merita una particolare menzione la varietà ematite micacea molto diffusa nei giacimenti ferriferi. Si presenta in sottilissimi cristalli appiattiti che si aggregano dando le cosiddette “rose di ferro” che, per la loro bellezza, sono ricercate dai collezionisti di minerali. Una “associazione a rosa” di ematite è esposta nel Vestibolo e fa parte della Collezione Grandi Cristalli. Nella vetrina XVIII è esposta un’altra varietà dell’ematite, la martite, ematite pseudomorfa su magnetite, proveniente da Twin Peaks, Utah, USA.

Corindone

Il corindone, ossido di alluminio, Al2O3, e le sue varietà sono esposti nella bacheca G. I cristalli hanno spesso habitus tabulare o allungato, in cui compare raramente il romboedro fondamentale. Tale habitus è ben visibile nel cristallo proveniente dal Tibet (20x9x8 cm), che presenta la caratteristica morfologia a “barilotto”. Varietà, utilizzate come gemme, sono esposte nella bacheca G: rubino rosso (impurezze di cromo e/o difetti strutturali) su roccia donato al Museo nel 1995, ametista orientale violacea proveniente dall’Asia in cristallini sciolti, zaffiro (impurezze di ferro e/o difetti strutturali) nel basalto proveniente da Unkel sul Reno e nella bacheca U, uno zaffiro proveniente dallo Sri Lanka.

Rutilo Anatasio Brookite

Sono esposte le tre modificazioni polimorfe del TiO2 rutilo, anatasio e brookite. Un campione di rutilo con geminazione “a ginocchio”, è esposto nella bacheca H e proviene da Soheslan Tabor-Boemia. Di recente acquisizione è un bellissimo campione di rutilo su quarzo proveniente da Novo Horizonte, Bahia, Brasile. Sono inoltre esposti campioni di anatasio in cristallini di colore nero metallico su roccia provenienti dal Delfinato in Francia , da Saint-Christophe-en-Oisans, dip. Isère, Francia e da Carrara (Toscana), e campioni di brookite in cristallini tabulari e lamellari su rocce provenienti da Magnet Cove, Arkansas (USA), dalla Spagna e dal Pakistan.

Cassiterite

Venti campioni di cassiterite, SnO2, sono esposti nella vetrina XVI. I cristalli, di colore bruno scuro quasi nero, sono lucenti e spesso geminati “a becco di stagno”. I campioni in gran parte provengono dal Messico, dalla Cornovaglia, Inghilterra (GB), dal Canada e dal New Jersey (USA)

Cromite Magnetite Spinello

I campioni di cromite, FeC2O, della collezione si presentano come masse compatte e granulari di colore scuro e provengono da: Francia, Grecia, Siberia, Quebec, Pennsylvania (USA), Turchia, Valle D’Aosta.
Nella vetrina XVIII sono esposti cinque campioni di magnetite, FeFe2O4, con cristalli ottaedrici inclusi in rocce metamorfiche, provenienti dalla Val di Vizze in Alto Adige. Lo spinello, MgAl2O4, presenta un habitus per lo più ottaedrico ed è generalmente di colore rosso scuro come il campione esposto nella bacheca U, proveniente da Mogok, Myanman ex Birmania. Altri campioni esposti di spinello provengono dagli Stati Uniti.

Pirolusite

Nella vetrina XVII sono esposti campioni di pirolusite, MnO2, provenienti dall’Harz, Germania, sia in masse compatte che in rari aggregati di cristallini neri. Tra le varietà terrose della pirolusite è esposto un campione di psilomelano contenente bario, proveniente dalla Francia.

 Manganite

Sono esposti circa trenta campioni di manganite, MnOOH, provenienti in massima parte dall’Harz, Germania. l cristalli sono prismatici allungati di colore nero, riuniti in aggregati paralleli, di lucentezza submetallica e i cristalli più grandi oltrepassano la lunghezza di 2 cm. Ricordiamo il campione di manganite dendritica (cm 11x13x6), proveniente da Guanajnato, Messico, donato al Museo nel 1846 dal re Ferdinando II di Borbone.

Asbolano Limonite

Sono esposti dodici campioni di asbolano, CoOOH, varietà cobaltifera, provenienti dalla Turingia, Germania e quaranta campioni di limonite. Sono esposti sia campioni di limonite concrezionata provenienti dalla Carinzia, Austria, sia campioni di limonite stalattitica della Turingia, Germania. Nella bacheca H non mancano campioni di limonite terrosa “ocra gialla” dell’Ungheria, di colore decisamente più chiaro e campioni di limonite fosforica nota come “ferro delle paludi”, provenienti da Copenaghen, Danimarca, dalla Boemia e dalla Sassonia (Germania), dovuta ad azioni di organismi batterici in acque stagnanti. Sono esposti anche campioni di goethite concrezionata di colore bruno e in aggregati di piccoli cristalli provenienti da Przibram, Boemia, da Siegen Westfalia, Germania e da Restormel Mine, Lostwithiel, Canada.

Bauxite

Campioni di bauxite di colore giallo rossastro provenienti da Fucino in Abruzzo, da S. Giovanni Rotondo in Puglia, da Rocca di Cambio in Abruzzo, dalla Germania e dalla Francia. I campioni esposti di gibbsite, nota anche come idrargillite, si presentano come concrezioni di colore giallino e provengono da Chester Co., Pennsylvania (USA) e da Richmond, Massachusets, (USA). Nella bacheca H sono esposti, inoltre, campioni di diasporo provenienti da Emery Mines, Chester, Massachusets, (USA), uno in particolare si presenta con cristalli aciculari di colore grigio che sfuma nel rosa pallido.

Brucite

La vetrina XVIII e la bacheca H contengono dieci campioni di brucite, Mg(OH)2, provenienti dal Texas e dalla Pennsylvania (USA). Nei campioni della collezione si possono notare chiaramente le lamine e la caratteristica lucentezza madreperlacea. Nella bacheca H è esposto un campione di brucite fibrosa verdina su roccia, proveniente da Hoboken, New Jersey, (USA).

Sassolite

Sono esposti campioni di sassolite, B(OH)3, minerale piuttosto raro, associata a zolfo, provenienti dall’isola di Vulcano nelle Eolie e di colore bianco giallino per la presenza di zolfo, calcofanite in cristallini neri, piccoli e brillanti, proveniente da Sterling Hill nel New Jersey (USA) e di pirocroite, Mn(OH)2, compatta di colore nero, proveniente da Paisberg, Filipsadb, Svezia.

Altri Ossidi

“antimonocra”, sinonimo di cervantite, proveniente da Cava Grande, Marciano, Grosseto;
“bismutocra”, nome applicato ad ossidi e carbonati di bismuto, proveniente da Schneeberg, Sassonia;
uraninite minerale di notevole importanza economica di genesi pegmatitico idrotermale e sedimentaria, proveniente dalla Sassonia e dalla Boemia, su roccia in masse compatte nere-marroni;
franklinite, proveniente da Sterling Hill, New Jersey, in aggregati neri;
gahnite, proveniente da Catanzaro, in microcristalli azzurri sulla roccia;

hausmannite in aggregati compatti neri proveniente dalla Turingia e dall’Harz, Germania;
periclasio, MgO; bunsenite; manganosite, MnO, minerale raro; tenorite, CuO; delafossite; cuprite, CuO2, in masse compatte rosso cupo; minio; crisoberillo con sei cristalli verde trasparente che presentano la tipica geminazione a V o a cuore provenienti dal Madagascar; senarmontite; arsenolite; ilmenite, FeTiO3; perowskite; disanalite varietà della perowskite contenente niobio e cerio; stibiconite; romeite; partzite; crichtonite; cervantite; torianite; gummite, prodotto di alterazione della uraninite.

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