Pesci fossili di Giffoni

paralepidotus ornatus

Fossile di Colobodus venanzioi, proveniente dai sedimenti triassici di Giffoni Vallepiana.

I resti dell’esemplare, di colore grigio scuro sono ben evidenti sulla lastra di sedimento chiaro. Ben conservati il cranio e l’epidermide scagliosa. La località di rinvenimento, conosciuta da tempo per la sua ricchezza paleontologica, ha fornito fossili che costituiscono una delle collezioni speciali del Museo.

Giffoni Vallepiana è un comune situato a NE di Salerno da cui dista circa 20 Km, ed è circondato dal gruppo montuoso che ha per centro il M.te Pettine (950 mt. s.l.m.). Qui affiora una successione rocciosa costituita in massima parte da strati di calcare dolomitico grigio – scuro, intercalati da strati di calcare bituminoso nero, a struttura scistosa, da cui provengono i resti fossili. Dal confronto con alcuni generi che vivono attualmente e che sono paragonabili ai generi fossili ritrovati nella zona, si può dedurre che i pesci di Giffoni vivessero in un ambiente neritico, ovvero in acque marine prossime alla costa, con un clima da tropicale a temperato.

Per la morfologia dei denti, la maggior parte dell’ittiofauna di Giffoni può essere inclusa tra quelle forme che si nutrono di conchiglie. Infatti i denti si presentano robusti, bassi, a forma di placche smaltate, adattati quindi a triturare i duri gusci di molluschi bivalvi o gasteropodi.

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