Pteurosauri

Pteurosauri

Pteurosauri

Calco tridimensionale dello scheletro di Anhanguera sp., rettile volante appartenente al gruppo degli Pterosauri.
Gli Pterosauri, conosciuti nel record fossile fin dal Norico (Trias sup.), non sono i primi rettili a sfruttare l’aria come mezzo in cui muoversi, ma di certo sono i primi ad avere adattamenti tali da utilizzare, al meglio, il movimento nello spazio aereo. Presentano un cranio rinforzato di notevoli dimensioni, orbite molto grandi e aperture nasali poste molto indietro nel cranio.

Apparsi del tutto improvvisamente nel Trias superiore, con forme già perfettamente specializzate, non consentono, allo stato attuale delle conoscenze, di individuare da quale gruppo di rettili tecodonti abbiano avuto origine.

Si dividono in due gruppi: i Rhamphorincoidea e i Pterodactyloidea.

Il primo, più antico, diffuso dal Trias Superiore al Giurassico terminale (220 -150 milioni di anni fa) racchiude organismi di dimensioni contenute, provvisti di denti molto sviluppati, inclinati in avanti e adatti alla cattura delle prede e di una lunga coda rigida; al contrario, al secondo, diffuso dal Giurassico al Cretaceo (150 – 65 milioni di anni fa), vengono ascritte forme di dimensioni più varie, che raggiungono nel Cretaceo superiore proporzioni a dir poco ciclopiche.

I denti, poco sviluppati, sono presenti solo nella parte anteriore delle mascelle mentre nelle individui più evoluti sono totalmente assenti.

Un’altra caratteristica degli appartenenti a questo gruppo era la presenza di grandi creste ossee sul capo che fungevano da stabilizzatori durante l’immersione in acqua, per la cattura delle prede. Come il capo, tutto il resto del corpo era adattato al volo: ossa alleggerite da foramina, uno sterno molto sviluppato e rinforzato da una carena per l’inserzione di un massiccio sistema muscolare deputato a far muovere le ali.

Le modificazioni maggiori hanno interessato gli arti anteriori che si sono trasformati in perfette ali. Gli Pterosauri erano animali insoliti, in cui l’ala si realizzò per un moderato allungamento delle ossa degli arti anteriori ed un allungamento abnorme del quarto dito della mano.

Queste ossa sostenevano nell’animale una membrana che si collegava ai fianchi del corpo e in parte agli arti posteriori. Le restanti dita, presenti nell’arto anteriore, erano ridotte a semplici uncini e, con ogni probabilità, venivano utilizzate per appendersi ai rami degli alberi o alle pareti rocciose. Per queste caratteristiche anatomiche, i paleontologi hanno inizialmente ipotizzato che essi, non essendo capaci di volo attivo come quello degli uccelli, si limitavano a sfruttare le correnti lanciandosi da scogliere e planando sul mare a caccia di pesci. Oggi questa ipotesi è decaduta per la diffusione che questi animali ebbero nel Mesozoico e per la loro persistenza nel tempo, essendo vissuti complessivamente per più di 100 milioni di anni. Inoltre in Russia e’ stato ritrovato un esemplare di un piccolo pterosauro giurassico in cui sono conservate le ossa e tracce di pelo. Per questo carattere (la presenza di una copertura pelosa) gli Pterosauri, sono interpretati come organismi omeotermi, al pari degli uccelli e dei mammiferi. Negli ultimi tempi, con il progredire degli studi di morfologia comparata, si è definitivamente affermata la teoria che gli PTEROSAURI disponevano di un buon meccanismo di volo attivo ottenuto battendo le ali grazie ai potenti muscoli di cui erano dotati.

Gli PTEROSAURI che conosciamo erano dunque animali volatori, quasi tutti costieri; la maggior parte di essi era piscivora, altri esemplari presentano invece una dentatura da insettivori. E’ possibile dimostrare, che per lo meno alcuni Pterosauri nidificavano in colonie ed esibivano cure parentali

Distribuzione geografica e stratigrafica

I primi fossili di Pterosauri appaiono nel Trias superiore dell’Italia settentrionale. Nel Giurassico iniziano a diffondersi in tutto il mondo, li ritroviamo in Germania, Inghilterra, India, n USA, Cile e Cina. Nel Giurassico superiore si assiste al pieno sviluppo e diffusione dei Rhamphorincoidea e alla comparsa degli Pterodactyloidea. I primi non vedranno l’inizio del Cretaceo, mentre i secondi rimarranno padroni dello spazio aereo, anche se in competizione con organismi ben più adattati al volo: gli uccelli. Nel Cretaceo inizia un’ultima esplosione di generi di Pterodactyloidea: sono decine le specie diffuse in tutto il mondo. Ma l’avventura è ormai finita. Con la fine del Cretaceo si estinguono tutti gli Pterosauri, lasciando l’aria e il dominio dei venti ai discendenti piumati dei Dinosauri che continuano saldamente a tenerlo fino ai nostri giorni.

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