Scoperte di Arcangelo Scacchi

Tra il 1841 e il 1884 Arcangelo Scacchi individuò nei prodotti del complesso vulcanico del Monte Somma-Vesuvio 22 nuove specie mineralogiche; tra queste, in tempi successivi, sette (cupromagnesite, cloromagnesite, idrociano, atelina, vesbina, neocianite, neocrisolito) sono state discreditate. Questi minerali, ad eccezione di 3 specie (picromerite, cloroalluminite e cloromagnesite) i cui campioni sono andati perduti durante la II guerra mondiale, sono esposti nella bacheca 1 della sala Scacchi.

Alcuni minerali scoperti da Scacchi sono specie molto rare, con caratteristiche cristallochimiche e fisiche, in alcuni casi, non ancora completamente accertate. Arcangelo Scacchi dedicò una particolare attenzione ai minerali legati all’attività fumarolica. Scacchi seguiva un singolare metodo di studio: di norma portava in soluzione acquosa le patine saline, formatesi per sublimazione in corrispondenza delle bocche fumaroliche, e quindi analizzava i prodotti di ricristallizzazione che comparava con i minerali naturali rinvenuti.

Qui di seguito vengono descritte le 22 specie, seguendo l’ordine cronologico della loro segnalazione.

nome: Periclasio
formula: MgO
sistema cristallino: cubico
data di riconoscimento: 1841
campioni esposti: 9

Minerale rinvenuto nei blocchi calcarei del Monte Somma, associato generalmente alla forsterite, che Scacchi aveva denominato periclasia. Si presenta raramente in piccoli cristalli ottaedrici, di colore verde o bruno, più spesso con abiti non ben definibili; presenta una perfetta sfaldatura cubica.

nome: Picromerite
formula: K2Mg(SO4)2 · 6H2O
sistema cristallino: monoclino
data di riconoscimento: 1855
campioni esposti

La picromerite, nota anche col nome di shönite, fu sintetizzata per la prima volta da Arcangelo Scacchi utilizzando le incrostazioni fumaroliche formatesi in seguito all’attività vulcanica del 1855 e del 1872. Come prodotto naturale fu rinvenuta nel 1911 da Ferruccio Zambonini, sull’orlo settentrionale del cratere del Vesuvio. Le incrostazioni di picromerite sono bianche o incolori e costituite da aggregati di piccoli cristalli prismatici. I campioni di picromerite del Real Museo Mineralogico sono andati perduti durante la seconda guerra mondiale.

nome: Cianocroite
formula: K2Cu(SO4)2 6H2O
sistema cristallino: monoclino
data di riconoscimento: 1855
campioni esposti: 1

La cianocroite, chiamata da Scacchi cianocroma, fu sintetizzata dallo scienziato utilizzando le incrostazioni fumaroliche verdi-azzurre, raccolte sulle bocche eruttive formatesi al Vesuvio nel 1855. La cianocroite fu rinvenuta dallo stesso Scacchi anche tra i prodotti naturali presenti nelle incrostazioni fumaroliche di colore turchino e dello spessore di 1-3 mm.

nome: Eriocalcite
formula: Cu Cl2 2H2O
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1870
campioni esposti: 1

L’eriocalcite fu trovata da Scacchi, che l’aveva denominata eriocalco, nel novembre del 1869, in una fenditura del fianco del Gran Cono dalla quale, nell’ottobre del 1868, era fluita una colata lavica. La precisa composizione del minerale fu definita, nel 1884, dal figlio Eugenio. L’eriocalcite si presenta in aggregati costituiti da numerosi piccoli prismi e tavolette allungate, intrecciati tra di loro e mimanti i fiocchi di cotone, con un colore di insieme celeste chiaro. Scacchi precisa che ….i bioccoli somiglianti al cotone o alla lana […] con l’esposizione all’aria si contraggono in minor mole. L’eriocalcite è di norma associata alla melanotallite, calcocianite, dolerofano ed euclorina.

Il campione di eriocalcite esposto nella bacheca 1 della sala Scacchi è conservato in un tubo di vetro sigillato.

nome: Melanotallite
formula: Cu2OCl2
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1870
campioni esposti: 1

La melanotallite, denominata melanotallo da Arcangelo Scacchi, fu scoperta dallo scienziato nella fenditura apertasi nel fianco del Gran Cono nel mese di ottobre 1868 e divenuta accessibile solo nel novembre del 1869, data l’alta temperatura. Si presenta in piccole lamine di colore nero che esposte all’aria si alterano rapidamente in un minerale di colore verde. Il minerale verde di trasformazione fu studiato da Ferruccio Zambonini e chiamato idromelanotallite. Il campione di melanotallite esposto nella bacheca 1 della sala Scacchi è conservato in un tubo di vetro sigillato.

nome: Clorocalcite
formula: KCaCl3
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1872
campioni esposti: 1

La clorocalcite fu rinvenuta per la prima volta in un blocco di 5 metri di diametro, riferibile alla eruzione del Vesuvio del 1872. Di norma i cristalli cubici, con un colore d’insieme biancastro, raggiungono al massimo 6-7 millimetri e sono spesso associati a piccoli cubi di silvite (KCl), di salgemma (NaCl), laminette di ematite (Fe2O3) e cloromanganocalite (K4MnCl6). Esposto all’aria è un minerale fortemente igroscopico e deliquescente.

Il campione di clorocalcite esposto nella sala Scacchi è conservato in un tubo di vetro sigillato.

nome: Eritrosiderite
formula: k2Fe3+Cl5 H2O
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1872
campioni esposti: 3

L’eritrosiderite, chiamata da Scacchi eritrosidero, è un minerale tipico delle fumarole ricche di vapore acqueo ed acido cloridrico ed è altamente deliquescente. E’ presente in incrostazioni fumaroliche di colore rosso arancio, costituite da aggregati di piccoli cristalli tabulari ed alquanto allungati. Spesso è associata a cristallini di molysite ed ematite. Dopo l’eruzione del luglio 1895 si sono formate stalattiti e crostoni di eritrosiderite di rilevante bellezza.
Il campione di eritrosiderite esposto nella bacheca 1 della sala Scacchi è conservato in un tubo di vetro sigillato.

nome: Microsommite
formula: (Na, Ca, K)7-8 (Si,Al)12 (Cl, SO4, CO32-3
sistema cristallino: esagonale
data di riconoscimento: 1872
campioni esposti: 10

La microsommite fu scoperta nel 1872 nei blocchi leucotefritici eiettati dal Vesuvio e nelle cavità miarolitiche di leucotefriti. E’ considerata una varietà di cancrinite caratterizzata da elevato tenore in K e Cl. Nei blocchi del 1906 si rinviene abbondante microsommite associata a sanidino, sodalite, augite, magnetite ed apatite. I cristalli di microsommite sono generalmente aciculari, trasparenti oppure bianchi, più o meno setacei, e di solito non superano i 2-3 millimetri. Interessanti sono i proietti caratterizzati da cavità miarolitiche tappezzate da cristalli di granato sui quali crescono individui aciculari di microsommite.

nome: Cloralluminite
formula: AlCl36H2O
sistema cristallino: trigonale
data di riconoscimento: 1873
campioni esposti: –

In alcune incrostazioni delle fumarole del 1872 Scacchi osservò la presenza del cloruro di alluminio che denominò cloralluminio. La cloralluminite si riformò nelle fumarole acide del 1906, in piccoli romboedri e cristallini prismatici incolori. I campioni di cloralluminite del Real Museo Mineralogico sono andati perduti durante la seconda guerra mondiale.

nome: Clorotionite
formula: K2CuSO4 Cl2
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1873
campioni esposti: 1

La clorotionite fu scoperta da Scacchi tra i minerali delle incrostazioni fumaroliche, di colore verde-celeste, formatesi nel cratere dopo l’eruzione del 1872. I cristalli sintetizzati da Scacchi sono tabulari o prismatici e lunghi fino a 3 millimetri.

nome: Cupromagnesite
formula: (Cu, Mg)SO4 7H2O
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1873
campioni esposti: 2

La cupromagnesite fu sintetizzata per la prima volta da Scacchi utilizzando certi conglomerati verdi, rinvenuti tra i proietti incrostati di lava del 1872. Oggi la cupromagnesite non viene riconosciuta come una vera e propria specie mineralogica, in quanto è stata messa in dubbio la sua formazione naturale.

nome: Dolerofano
formula: Cu2SO5
sistema cristallino: monoclino
data di riconoscimento: 1873
campioni esposti: 1

Il dolerofano, rinvenuto da Scacchi tra i prodotti pneumatolitici formatisi in seguito all’eruzione dell’ottobre 1868, si presenta in cristalli allungati, più o meno tabulari, di 2-3 millimetri, isolati o riuniti in fascetti e di colore variabile dal bruno al nero. Si rinviene spesso associato a calcocianite, euclorina ed eriocalcite.

Il campione di dolerofano esposto nella bacheca 1 della sala Scacchi è conservato in un tubo di vetro sigillato.

nome: Idrociano
formula: CuSO4
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1873
campioni esposti: 1

Con il termine idrociano Scacchi definì un minerale osservato per la prima volta nei prodotti di sublimazione delle fumarole del 1855. L’idrociano si formò successivamente nelle fumarole del 1868, del 1880 e del 1895. Il minerale fu chiamato così perché se esposto all’aria diventa azzurro, trasformandosi rapidamente in calcantite. Si presenta in cristalli tabulari, allungati, semitrasparenti, oppure in aggregati formanti incrostazioni di colore variabile tra il verde e il giallo. Il termine idrociano è stato sostituito con quello di calcocianite poiché il minerale puro non contiene acqua e non è di colore azzurro, bensì bianco.

Il campione di idrociano esposto nella bacheca 1 della sala Scacchi è conservato in un tubo di vetro sigillato.

nome: Atelina
formula: 2 CuO CuCl2 3H2O
sistema cristallino: non accertato
data di riconoscimento: 1874
campioni esposti: 7

Scacchi chiamò atelina il minerale che si formava per alterazione della tenorite (CuO), sotto l’azione dell’acido cloridrico delle fumarole acide. L’atelina si presenta in cristallini pseudomorfi sulla tenorite oppure come incrostazioni nelle lave. Nel 1950 C. Frondel dimostrò l’identità dell’atelina con la paratacamite, Cu2Cl(OH)3, sebbene esistano differenze tra i due minerali per quanto riguarda l’indice di rifrazione.

nome: Cloromagnesite
formula: MgCl22
sistema cristallino: non accertato
data di riconoscimento: 1874
campioni esposti: –

Scacchi sintetizzò questo minerale, che si presentava in piccoli cristalli lamellari bianchi a contorno esagonale, utilizzando le incrostazioni fumaroliche formatesi in seguito alle eruzioni del 1855 e del 1872. Il composto era già stato ritrovato e studiato nel 1825 da Teodoro Monticelli e Nicola Covelli che lo avevano denominato magnesia muriata. Ferruccio Zambonini ritenne molto improbabile la formazione naturale di questo minerale che è stato successivamente discreditato.

I campioni di cloromagnesite del Real Museo Mineralogico sono andati perduti durante la seconda guerra mondiale.

nome: Criptoalite
formula: (NH42SiF6
sistema cristallino: cubico
data di riconoscimento: 1874
campioni esposti: 2

La criptoalite è un fluosilicato di ammonio scoperto da Scacchi nelle lave del 1850, 1861 e 1872. E’ presente in croste fumaroliche giallastre costituite da aggregati di microcristalli cubici o ottaedrici, incolori.

nome: Pseudocotunnite
formula:K2PbCl4
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1874
campioni esposti: 6

La pseudocotunnite, denominata pseudocotunnia da Arcangelo Scacchi, fu osservata per la prima volta tra i prodotti delle fumarole del 1872, associata alla cotunnite. Forma ciocche raggiate o crosticine di colore bianco, se non contiene impurità, giallastre o verdastre, se impura. Al microscopio la pseudocotunnite si presenta in piccoli cristalli tabulari, allungati, generalmente raggruppati in associazioni parallele.

nome: Cuspidina
formula:Ca4Si2O7 (F,OH)2
sistema cristallino: monoclino
data di riconoscimento: 1876
campioni esposti: 5

La cuspidina deve il suo nome alla forma particolarmente acuminata dei suoi cristalli. Fu rinvenuta nei blocchi calcarei metamorfosati del Monte Somma, concentrata nelle geodi o distribuita nella massa. I cristalli sono incolori, bianchi o rosati e generalmente ricoperti da calcite prodotta dalla loro alterazione. La cuspidina si presenta in piccoli cristalli o in masserelle cristalline di colore roseo.

nome: Neocrisolito
formula:(Fe,Mn)2 SiO4
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1876
campioni esposti: 4

Con il termine neocrisolito lo Scacchi chiamò un minerale in cristalli neri aciculari, con splendore metallico, che rinvenne sulle pareti delle fenditure della lava vesuviana del 1631, località cupa di Sabataniello, da dove provengono i campioni conservati nel Museo. Eugenio Scacchi prima e Zambonini dopo identificarono il neocrisolito con la fayalite, da cui però si differenzia per la presenza di manganese.

nome: Vesbina
formula: (Pb,Cu)3 (VO4)2(Pb,Cu) (OH)2 5H2O
sistema cristallino: non accertato
data di riconoscimento: 1879
campioni esposti: 5

La vesbina, il cui nome deriva da Vesbium, antica denominazione del Vesuvio, forma sottili patine di colore giallo-verde sulle pareti delle fenditure delle lave del 1631, associata ad altri minerali quali azzurrite, sodalite, mica. Inizialmente Scacchi considerò la vesbina un composto di un nuovo elemento, che chiamòvesbio. Gli studi che seguirono identificarono il vesbio con il vanadio e dimostrarono la corrispondenza della vesbina con la mottramite, vanadato basico di Pb e Cu. Secondo altri studiosi la vesbina corrisponderebbe allavolborthite, minerale scoperto da Hess nel 1837, da cui però la vesbina si differenzia per la presenza di piombo.

nome: Neociano
formula: CuNaKSi4O10
sistema cristallino: triclino
data di riconoscimento: 1880
campioni esposti: 5

Nel mese di ottobre del 1880 Arcangelo Scacchi ritenne di aver scoperto un nuovo minerale che chiamò neociano. In realtà il neociano corrisponde allalitidionite, minerale scoperto dal figlio Eugenio nello stesso anno e mai più rinvenuto. Nella bacheca 1 è esposto un campione di litidionite raccolto sul cratere del Vesuvio nel giugno del 1873. Il minerale si presenta in piccolissimi cristalli tabulari di colore azzurro, associati a vetro dello stesso colore, in lapilli di forma variabile, costituiti generalmente da una sostanza terrosa bianca, probabilmente tridimite microcristallina.

nome: Euclorina
formula: (K,Na)8 Cu9 (SO4)10 (OH)6
sistema cristallino: rombico
data di riconoscimento: 1884
campioni esposti: 3

L’euclorina fu scoperta da Arcangelo Scacchi dopo l’eruzione del 1868, ma la prima descrizione esatta è dovuta al figlio Eugenio. Si formò nuovamente dalle fumarole della lava dell’Atrio del Cavallo, dalla fine del 1892 ai primi mesi del 1893.

Forma incrostazioni di un bel colore verde costituite da piccoli cristalli tabulari. Si presenta anche in forma tubercolare ed aciculare. Si rinviene associata ad idrociano, dolerofanite, melanotallite, eriocalcite.

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