Sirenidi

Metaxytherium medium

Scheletro di Metaxytherium medium, mammifero marino appartenente all’ordine dei Sirenidi, che rappresenta uno degli esemplari più completi ritrovato nel bacino del Mediterrano.

Lo scheletro proviene dai depositi sabbiosi, di età tortoninana, presenti nei dintorni di Santa Domenica di Ricadi, in provincia di Vibo Valentia. Restaurato e sistemato nell’attuale struttura espositiva nel 1989, è composto da un cranio quasi integro nella metà destra, una mandibola intera, alcuni denti incisivi e molari, 14 vertebre dorsali, una sacrale e due caudali, nonché 35 coste più o meno complete, due scapole e la porzione della metà prossimale dell’arto destro. Tutti gli elementi ossei sono stati isolati e restaurati.

I sirenidi sono mammiferi di grandi dimensioni, per lo più erbivori, tipicamente acquatici, viventi nelle acque costiere e nei fiumi dove “pascolano” sulle praterie sommerse ricche di alghe e piante acquatiche, inoltrandosi spesso negli ambienti continentali, risalendo le foci dei fiumi. Animali tozzi e massicci, sono caratterizzati da un corpo fusiforme appesantito da uno spesso strato adiposo, diviso dal capo unicamente da un solco trasversale a causa dell’estrema riduzione del collo. Gli arti anteriori, con cinque dita, sono brevi e trasformati in pinne, quelli posteriori sono ridotti a piccoli resti ossei e sono sostituiti da una pinna caudale disposta orizzontalmente. La bocca, piccola, viene chiusa da due labbra carnose provviste di setole.

Gli occhi sono piccoli e le orecchie sono prive di padiglione. Il loro corpo è rivestito da una pelle dura e resistente, cosparsa di rari peli.

Il gruppo è oggi rappresentato da due famiglie: i Lamantini e i Dugonghi. Gli organismi appartenenti ai Lamantini hanno una pinna caudale arrotondata, il bacino di tipo rudimentale formato da una larga piastra ossea e il collo formato da appena 6 vertebre. La dentatura, negli esemplari adulti, è rappresentata soltanto dai molari.

Alla famiglia appartiene, attualmente, il solo genere Trichechus. Sono diffusi lungo le coste dell’America meridionale, del Mar dei Caraibi, dell’Africa Occidentale e del bacino del Niger.

I Dugonghi attuali si distinguono dai precedenti per la pinna caudale bilobata, gli incisivi ben sviluppati e sporgenti dalle labbra e, inoltre, per la presenza dei molari soltanto negli individui giovani. Infatti, nel corso dello sviluppo, i molari si logorano con notevole rapidità e cadono. Sono diffusi nel Mar Rosso, lungo le coste dell’oceano indiano dall’Africa all’Asia e all’Australia.

Attivamente cacciati e a rischio estinzione i dugonghi, sono rappresentati da un’unica specie vivente Dugong dugon essendo stata sterminata, fin dal 1768, la specie Rhytina gigas, un tempo vivente presso le isole Commodoro, nel Mare di Bering.

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