Tesori nascosti. Recupero e restauro di reperti storici del Museo Zoologico della città di Napoli

locandina-leoniReal Museo Mineralogico
24 maggio 2016
ore 10.00

 

 

 

I musei naturalistici contribuiscono, mediante la loro attività di ricerca e divulgazione scientifica, alla difesa della natura sviluppando nei cittadini una consapevolezza ecologica.
Alessandro Ghigi, zoologo, naturalista e ambientalista, nel sottolineare i molteplici ruoli del museo naturalistico, affermava che “l’osservazione degli oggetti esposti suscita interesse a conoscere di essi qualche cosa di più e induce, specialmente i giovani alla lettura di libri di viaggi o di storia naturale in genere. È così che si forma una mentalità naturalistica, volta alla protezione della natura e perciò disposta ad attribuire importanza a tutte le questioni che riguardano la tutela del paesaggio, della fauna, della flora e di qualsiasi bellezza naturale. Dalla istruzione scaturisce inevitabilmente quella educazione dalla quale soltanto e non da leggi punitive ci si può aspettare una valida protezione della natura”.
I musei naturalistici universitari, in particolare, si caratterizzano per la presenza di reperti che illustrano con estremo dettaglio e chiarezza i diversi aspetti della Natura e per lo stretto legame tra le attività di ricerca e la didattica. Ai musei naturalistici, e in particolare a quelli storici, è stato riconosciuto il ruolo di custodi della bio e geodiversità; pertanto, fra i compiti istituzionali di un museo, rientra lo studio dei propri reperti per consentire una corretta comunicazione museale e nel contempo far emergere interessanti frammenti del passato spesso non noti. I risultati delle ricerche condotte nei musei, hanno il privilegio di essere trasmessi ai visitatori, per cui la duplice funzione di ricerca e di educazione fa del museo il luogo ideale, dove il cittadino potrà acquisire quelle conoscenze che gli consentiranno di comprendere a pieno l’importanza della tutela dell’ambiente.
Il Museo Zoologico del Centro Musei, dal 2013, è impegnato nel recupero e studio di reperti storici custoditi in locali deposito. In alcuni casi si tratta di specie estinte o a rischio di estinzione alle quali è stato restituito il loro ruolo di messaggeri di conoscenza. Questi esemplari, veri e propri “Tesori nascosti”, testimoni di quello che oggi non è più o che sta per non essere più, inevitabilmente rimandano al problema della biodiversità, patrimonio universale inestimabile, frutto di tre miliardi e mezzo di anni di evoluzione, sempre più seriamente minacciata da attività antropiche indiscriminate.
Tra i reperti storici recuperati rientra una coppia di leoni, esemplari mummificati, acquisiti dal museo prima del 1845 e non ascrivibili alle comuni sottospecie africane. Gli studi morfo-osteologici sin ora condotti in collaborazione con esperti sembrano indicare che si possa trattare della sottospecie sudafricana Panthera leo melanochaita, nota come Leone del Capo, estinta nel 1860. Se gli studi genetici in itinere confermeranno l’attribuzione sistematica a Panthera leo melanochaita, il Museo Zoologico del Centro Musei sarebbe il solo in Europa a conservare una coppia di esemplari mummificati (non in pelle montata) di tale sottospecie.

 

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