Vegetali del Carbonifero

vegetaliResti fossili di antichi organismi vegetali, simili a felci, che popolarono le terre emerse circa 280 milioni di anni fa, provenienti dai depositi del carbonifero di Whitehaven, in Inghilterra. Sono esemplari di vegetali terrestri molto antichi, la cui struttura semplice si è conservata come un sottile velo carbonioso di colore scuro.

Queste piante, assieme a felci di grandi dimensioni, equiseti e licopodi, erano le componenti principali del paesaggio vegetale terrestre durante il Carbonifero, periodo geologico che vide il prosperare di estese e fitte foreste. La conquista dell’ambiente terrestre da parte dei vegetali si realizzò circa 150 milioni di anni prima, nel corso dell’Ordoviciano (430 milioni di anni fa) con le prime piante vascolari. Si trattava di organismi con struttura complessa, fornite di tronco, foglie e apparato radicale, ma prive di fiori, la cui riproduzione avveniva tramite spore.

Alcune spore di piante terrestri sono state trovate già in terreni del Cambriano, ma le prime testimonianze fossili di flore continentali vengono dall’Ordoviciano delle terre baltiche, in cui sono stati ritrovati i resti di piccole piante affini ai muschi. Nello stesso periodo cominciano ad apparire le prime Psilofitali, piante caratterizzate da un sistema di filamenti (rizoidi) con funzione di radici, un fusto non ben sviluppato ma di forma semplice o biforcato e provvisto di piccole foglie simili a scaglie.

Durante il Devoniano i muschi hanno svolto un’importante funzione colonizzatrice, infatti, si diffusero in tutti gli ambienti umidi preparando cosi il terreno per l’impianto di altri vegetali come le Psilofitali. Queste ultime diedero origine al primo manto vegetale che ricoprì i margini continentali del nostro pianeta; questa vegetazione aveva un aspetto per noi oggi assai insolito; era bassa, strisciante impregnata di acqua, molto simili a foreste nane che non raggiungevano neanche il 1/2 metro di altezza dal suolo. Nel Devoniano superiore avvenne un grande mutamento nel paesaggio terrestre, comparvero, infatti, le prime piante arboree e le prime foreste che raggiunsero la massima diffusione nel Carbonifero. Queste ultime erano costituite, esclusivamente, da grosse felci, equiseti e licopodi, vegetali ancora presenti nella flora attuale, ma con abbondanza e dimensioni fortemente ridotte.

Tra le Licopodiali ricordiamo due piante molto diffuse nel Paleozoico: i Lepidodendri e le Sigillarie. Le prime, alte fino a 30 m., avevano ramificazioni dicotomiche con rami rivestiti da foglie aghiformi disposte a spirale, mentre le sigillarie avevano l’aspetto delle odierne palme, con foglie disposte a ciuffi che raggiungevano anche la lunghezza di un metro. La superficie del tronco mostrava evidenti cicatrici disposte in file verticali, simili a sigilli, da cui il nome.

Alla diffusione dei paesaggi vegetali, sempre più complessi e diversificati, seguì alla fine del Devoniano, la conquista della terraferma da parte degli animali. Nel corso del Mesozoico si registrano interessanti cambiamenti nella vegetazione. Il manto vegetale, costituito in precedenza esclusivamente da felci equiseti e licopodi, fu gradualmente sostituito a causa dell’esplosiva diffusione delle gimnosperme, da vegetali come le Benettitali e le Cicadali. Queste piante presentavano grosse strutture fogliari ed un aspetto palmiforme.

Alla fine del Mesozoico un nuovo avvenimento modificò ulteriormente il paesaggio vegetale. Comparvero le prime Angiosperme, piante provviste di fiori, e da quel momento in poi la fisionomia del paesaggio cominciò lentamente ad assumere un aspetto sempre più simile a quello attuale.

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